AIDI compie 60 anni. Sessant’anni di “cultura della luce”

Era il 1959, sessant’anni fa esatti, quando in Italia esplose il «boom». Il quotidiano inglese Daily Mail pubblicò una corrispondenza da Roma in cui registrava con sorpresa la crescita e i successi dell’economia italiana: «Il livello di efficienza e prosperità del potenziale produttivo dell’Italia – si leggeva nell’articolo – costituisce uno dei miracoli economici del continente europeo». Dopo la fase della ricostruzione postbellica (1946–48) e il decennio dell’accumulazione di capitale (1948-58) gli italiani conoscevano il benessere e il consumismo, la forza delle esportazioni e il fiorire della piccola impresa. Si trattava appunto del boom, detto anche più familiarmente «il miracolo economico» che durò fino al 1963.

Nell’Italia del «miracolo» aumentano i salari e di conseguenza i consumi privati: si triplica il numero di automobili in circolazione, dei frigoriferi e quello dei televisori per citare solo alcuni beni di consumo.

Una svolta storica che attraversa ogni campo. Salvatore Quasimodo e Emilio Segré, diventano nel 1959 rispettivamente Nobel per la letteratura e per la fisica. Nasce l’elaboratore elettronico Elea 9003 disegnato da Sottsass per gli stabilimenti Olivetti e a Ispra cominciano i lavori del primo reattore italiano. Né si può dimenticare che il 1959 è anche l’anno della mitica Canzonissima condotta dall’insuperabile terzetto Scala, Manfredi, Panelli; è l’anno del primo Zecchino d’oro, il festival canoro per bambini inventato dal Mago Zurlì Cino Tortorella; è l’anno del 45 giri che segna l’esordio della stralunata coppia Giorgio Gaber – Enzo Jannacci. E anche per il mondo dello sport il ’59 rappresenta una data storica: viene inaugurato a Napoli lo Stadio del Sole divenuto poi Stadio San Paolo.

In tutto questo fermento economico, sociale e culturale anche il mondo dell’illuminazione cambia veste. Le lampade non sono solo un rivestimento funzionale ma diventano prodotti con un’identità forte, carichi di cultura e interpreti importanti della contemporaneità. Le città, i monumenti si accendono di nuovi punti luce che testimoniano anch’essi il benessere e la voglia di grande rinnovamento ed espansione che attraversa tutta la società italiana di quegli anni.

E’ in questo contesto che il 6 aprile del 1959 viene costituita a Milano AIDI (Associazione Italiana di Illuminazione) dagli ingegneri Piero Anfossi di ANIE, Lino Richard di Edisonvolta, Filippo Carati di AEM Milano, Ugo Pollice, Giovanni Cova di SIP Società Idroelettrica Piemonte, Ugo Fuccinelli di PHILIPS, Ariberto Tibaldi di Edisonvolta, Renzo Grandi di Buini&Grandi.

Tutti importanti manager espressione di un’industria “illuminata” che avverte la necessità di creare una realtà che possa essere per tutto il settore della luce italiana un riferimento autorevole per affermare e sviluppare una nuova cultura della luce. “Un’associazione – come si legge nell’atto costitutivo – eminentemente culturale che ha lo scopo di contribuire alla diffusione della conoscenza dei problemi dell’illuminazione e della tecnica in ambienti sempre più vasti….” . Da subito aderiscono oltre Osram e Philips numerose aziende costruttrici di apparecchi di illuminazione, le grandi aziende municipali come AEM  e Iren e importanti università come il Politecnico e l’Università degli Studi di Torino.

Dal quel 1959 sono passanti tanti anni, sessant’anni do storia che saranno raccontati e celebrati il 29 marzo con un grande evento a Milano all’interno dello storico Palazzo Turati oggi della Camera di Commercio di Milano dove protagonisti del mondo della luce e della cultura ci racconteranno la luce e il suo rapporto con lo spazio, l’arte e i nuovi scenari degli ambienti urbani.
Un evento che sarà possibile realizzare grazie al contributo economico di aziende socie che da anni sostengono l’associazione e le sue attività: A2A, Arianna, Cariboni Group, Enel X e Perfomance in Lighting come main sponsor, Citelum, Iren, Neri, Osram, Schreder come sponsor gold, IGuzzini come sponsor silver e Clay Paky come sponsor tecnico.