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Light Art in Italy Gisella Gellini, Francesco Murano - Maggioli Editore, Rimini 2009

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Intervista di Silvano Oldani
Arch. Murano, "Light art in Italy" di cui è autore con Gisella Gellini ha un formato editoriale che sorprende un po', è un cofanetto prezioso come quelli che contengono le grandi opere di Verdi o i recitals della Callas… È un cofanetto che contiene un CD con una serie di immagini ad alta definizione che testimoniano 60 istallazioni di luce realizzate in Italia, a Torino, Roma, Milano, alla biennale di Venezia, a Salerno, Spoleto, a Bergamo, ecc. Il CD è accompagnato da un "libretto d'opera", un piccolo volumetto di ottanta pagine che contiene le descrizioni delle opere ed una breve bibliografia di ciascun autore fra cui Mario Merz, Patrick Tuttofuoco, Buren, Rebecca Horn, Pesce e molti altri.
Nel suo libro per spiegare la Light Art lei parte da lontano, dalle feste rinascimentali e barocche, agli effetti delle luminarie delle grandi Esposizioni… La luce, per riprendere la splendida sintesi di Adolphe Appia, svolge essenzialmente tre diverse funzioni: una funzione illuminante quando rende visibili le architetture o gli spazi; discriminante quando nasconde o evidenzia spazi e oggetti e una funzione emozionale quando crea "atmosfere" con il colore e le proiezioni. In tutte queste funzioni la luce esercita comunque una mansione di supporto alla fruizione degli spazi, delle architetture, degli oggetti e delle persone ma può accadere che invece si manifesti in tutta la sua irresponsabile bellezza abbandonando qualsiasi volontà di servizio per scegliere invece l'ostentazione della propria vitalità come avviene per esempio nella pirotecnica. A tale proposito Hans Sedlmayr, il critico della "Perdita del centro" e autore del prezioso testo "La luce nelle sue manifestazioni artistiche" osserva come "... dall'illuminazione si sviluppa, in diversi momenti della storia, un'arte che compone le proprie opere avvalendosi di fonti luminescenti o inglobando le stesse come elemento compositivo". Questa definizione di Sedlmayr ben si addice a ciò che oggi definiamo come Light Art.
Una luce che manifesta se stessa dunque e non serve per illuminare... Esiste una luce che fa vedere e la luce che si va vedere, alla prima appartiene il mondo della pura visibilità, della luce neutra o atona, sempre per usare le parole di Sedlmayr, alla seconda il mondo della luce tonica, quella in cui si manifesta di più la volontà del regista, del direttore della fotografia, del designer e in generale dell'autore di andare oltre la pura funzione per tendere all'impiego artistico dell'illuminazione.
Per tornare al libro non pensa che questo argomento sia lontano dalla pratica quotidiana di un designer o di un Light designer? No, all'interno del libro sono illustrate le istallazioni di Ingo Maurer, di Piero Castiglioni, di Franco Raggi, autori a tutti gli effetti considerati maestri nel design della luce e famosi progettisti di lampade. E se non si tiene conto dei legami anche operativi esistenti tra arte e design non si comprendono a pieno personaggio come Nanda Vigo o Joe Colombo, e lo stesso Achille Castiglioni deve molto alla sensibilità dichiaratamente anestetica e quindi artistica del suo approccio progettuale. I modi del design e quello dell'arte sono mondi contigui che, al di là dei linguaggi specifici delle discipline, coesistono nella sensibilità degli autori. Molto spesso, anche nelle scuole di Design si tende sminuire tali contatti in virtù di professionalità settoriali e specialistiche dai risultati piuttosto sterili.
Perché anche un CD? Dall'amicizia con Gisella Gellini, un architetto che da anni si occupa costantemente di Light Art viaggiando in Italia e in Europa, è nata l'idea di un libro che sia anche un modo per far conoscere opere spesso definite effimere. Molte istallazioni sono, infatti, realizzate in occasione di eventi particolari e una volta smontate non vengono ricostruite, anche per questo abbiamo pensato di raccogliere le più significative e di registrare le immagini su CD, uno strumento indispensabile per i docenti, per gli studenti e per gli appassionati che possono mostrare e guardare le istallazioni con l'ausilio dei mezzi informatici, gli unici che possono tentare di riprodurre, con la luminosità degli schermi e dei proiettori, la bellezza di opere realizzate e composte con la luce. |
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