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Illuminotecnica teatrale. Dipingere con la Luce Salvatore Mancinelli - Accademia della Luce e Sabbioni Editore - II edizione 2008

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L'autore è Salvatore Mancinelli, venticinque anni vissuti nel tempio mondiale della lirica, il Teatro della Scala di Milano, come responsabile degli illuminotecnici; esperto di lighting/technology e design, svolge attività di consulenza e di formazione presso teatri, accademie, istituti di design, Politecnico di Milano, La Sapienza di Roma. Il libro è edito dall'Accademia della Luce e Sabbioni Editore, pubblicato con il contributo delle aziende Ianiro, DTS, Volume, Stark, Gemmi e Spotlight, che Mancinelli ringrazia, evidenziandone il ruolo nello studio e nella ricerca sulla luce e sugli apparecchi illuminotecnici per il settore dello spettacolo, in cui la tecnologia si confronta con la creatività artistica.
Il libro è suddiviso in cinque capitoli, nella prima parte sono trattati elementi di Fisica della luce; nella seconda la Cromotologia che permette un approfondimento dei colori e sul loro simbolismo che interagisce sulla mente e sul psiche; nel terzo si entra nel Teatro, lo spazio caro all'autore, con le sue luci, il suo spazio, le attrezzature che ci introducono nel capitolo dello Spettacolo, con le sue procedure d'allestimento, soprattutto a quell'insieme di conoscenze che Mancinelli definisce "dipingere con la luce": dal rapporto luci-materiali-scenografia, al controllo delle ombre, l'atmosfera che la luce può donare se usata sapientemente. Il quinto e ultimo capitolo comprende note di elettronica e di tecnica digitale. Chiude questa lunga carrellata sull'illuminotecnica teatrale un Glossario, con i termini correnti nel settore teatrale e una breve descrizione alla funzione.
Nell'introduzione, l'autore, del suo libro, scrive che è volutamente semplice e didascalico, che appena "sfiora" gli aspetti più scientifici, che vuole "solo" fornire nozioni sui mezzi della tecnologia luminosa e su i "percorsi" che la collegano all'arte, con l'intento di varcare il tenue confine fra tecnica e arte, per stimolare la sensibilità e la curiosità del lettore. Non è così - al contrario, si comprende, e bene , e in tutti i capitoli - che la professionalità dell'autore e la sua esperienza venticinquennale in un prestigioso teatro, hanno dato al libro molta sostanza. In particolare quando l'autore scrive "la luce nello spettacolo è come la musica per lo spartito, un fluido che avvolge in un unicum l'attore, la scena, lo spettatore, in una simbiosi di sensazioni e passioni, nella complicità di un silenzio pieno di emozioni". Per l'autore, infatti, la luce racconta l'ambiente, trasmette forme e colori, e più che far vedere ci fa guardare. (S.O.) |
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