ILTI LUCE. Illuminare l'arte
Carlo Albano e Nicola Polzella. a cura di Sara Munulli - Editrice Compositori, Bologna 2009




  di Silvano Oldani

"Illuminare l'arte", scrivono gli autori, è stata la chiave per comporre e dare il titolo a questo libro; noi desideriamo aggiungere che è stata anche la chiave per scriverlo con passione, precisione di dati, informazioni e presentarlo con elegante veste editoriale. Un piccolo volume di 90 pagine, corredato di fotografie, esaurienti didascalie, indicazioni tecniche e spiegazioni.
Gli autori sono Carlo Albano e Nicola Polzella, e il volume "Ilti Luce. Illuminare l'arte" è a cura di Sara Manulli, edito da Editrice Compositori, Bologna, 2009, con un'interessante introduzione di Luigi Bistagnino, docente di Disegno industriale al Politecnico di Torino.
Carlo Albano e Nicola Polzella appartengono al mondo della luce italiana, la loro società è la Ilti Luce, che nasce nel 1990 e che tra pochi mesi festeggerà i vent'anni di fondazione.
Carlo Albano lavora nel mondo della luce dal 1977 con una formazione illuminotecnica maturata con l'ingegner Rocca della Schréder, che ama ricordare, per aver collaborato con lui per anni a importanti progetti, per poi con altri soci fondare la società di cui è Amministratore Delegato. Nicola Pulzella, invece lavora nel mondo della luce dal 1993, è appassionato d'arte, di design e di cinema, ha scritto per varie riviste tra cui "Cinemah" e la sua formazione è frutto anche dell'incontro - siamo certi, stimolante e lieto - con persone di grande talento come Federico Zeri, Magistretti, Piero Castiglioni e altri. E' impegnato nella direzione commerciale e affronta ogni giorno il suo lavoro con entusiasmo per la ricerca e l'innovazione.
Il libro "Ilti Luce. Illuminare l'arte" racconta la storia di questa giovane azienda torinese, e di come sia stata in grado di innovarsi dalle prime applicazioni delle fibre ottiche utilizzate al Museo Egizio, allo studio del sistema FOM ( Fibre Optic Museum), ai prodotti che ne sono seguiti portandosi in dote quelle felici esperienze di ricerca. Negli stessi anni in cui si andava affermando un'altra tecnologia, quella Led, di cui tutti parlano non sempre in modo appropriato, in ILTI nasce una linea Leds cui segue la serie Next, la più creativa, di prodotti frutto di una stretta collaborazione tra azienda e designer. Ilti Luce, diventata in pochi anni una delle principali aziende in Europa specializzata in soluzioni illuminotecniche Led; recentemente entrata a far parte del Gruppo Philips, e Aldo Bigatti è il nuovo Presidente.
Luigi Ristagnino, nella sua introduzione al libro, scrive che quando l'innovazione non è una sterile e infinita rincorsa al nuovo, diventa un percorso di ricerca che sa materializzarsi di volta in volta nelle realizzazioni essenziali e coerenti con l'ambiente. In questo caso, a partire dalle fibre ottiche ai Led, in un "continuo dialogo, approfondimento, ricerca con le istituzioni museali", con il merito di contribuire a far maturare una sensibilità di presenza discreta ed essenziale al servizio delle opere d'arte al fine di tutelarle, meglio evidenziarle, non prevaricarle. Una ricerca, che diventa scelta, e fa nascere una cultura mirata a rendere essenziali i prodotti e le installazioni progettate e realizzate, "che possono trarre dalla loro esatta rispondenza alle prestazioni richieste, un fascino discreto di presenza tecnologica che si armonizza e si adatta spontaneamente alle varie situazioni ". Quando questo avviene, nel dialogo tra tecnologia e fruitore, tra azienda e museo, diventa un vero e proprio patrimonio di cultura progettuale.
E' in questo virtuoso "percorso" che Ilti Luce nel 1991 viene definita "The first in Italy" dall'autorevole rivista "Museum" edita dall'Unesco per la prima realizzazione a fibre ottiche al Museo Egizio di Torino, a cui seguono altri importanti interventi: dagli oggetti preziosi e delicati conservati al Museo della Sindone di Torino; ai Musei Capitolini al Campidoglio a Roma; a Santa Maria della Scala a Siena; ai bassorilievi del Duomo di Milano; al preziosissimo Codice Hammer di Leonardo negli Stati Uniti.
Nel libro, in cui si racconta la storia di Ilti Luce, senza nessun cedimento autoreferenziale da parte degli autori - che pur benevolmente sarebbe stato accolto dal lettore nella ricorrenza del decennale - sono spiegate con parole chiare le fibre ottiche e i materiali utilizzati. E si parte da John Tyndall, al brevetto di John Logie Baird, fino al gastroscopio a fibra ottica semi flessibile brevettato nel 1956 da Hirschowitz, Wilbur Peters e Curtiss. Poi disegni, figure, fotografie, e le differenze tra fibre ottiche e guide di luce, la loro composizione vetro o plastica, le misure, la resistenza alle temperature e all'ambiente.
Per i Led "Light Emitting Diode" apprendiamo degli esperimenti di Henry Joseph Round nel 1907 su un elemento di Carburo di Silicio, ma l'emissione della luce gialla era debole; le ricerche ripresero negli anni '50 in Inghilterra utilizzando un semiconduttore di Arsenio di Gallio e si trovò in tal modo la tecnologia adatta a creare componenti in grado di funzionare a temperatura ambiente. La ricerca attraversa i decenni: negli anni settanta il Fosfuro di Gallio fu usato per creare un Led verde pallido; negli anni ottanta con il Fosfuro di Arseniuro di Gallio Alluminio, nasce il Led ad alta luminosità, prima rossi, poi gialli e poi verdi. Negli anni novanta, con il Nitruro di Gallio prima e con il Nitruro di Indio e Gallio dopo, arrivarono i Led blu e verdi ad alta luminosità, finche fu rivestito uno di loro da Fosforo Fluorescente che attraverso questa tecnica virtualmente può produrre qualsiasi colore di luce visibile. Un percorso di ricerca dalle prime sperimentazioni fino ai giorni nostri, naturalmente molto più complesso di quanto descritto in queste poche righe: è trascorso un secolo.
Negli stessi giorni, la lettura del libro di Lina Iannuzzi, Il carteggio Tenca-Maffei - Storia, letteratura e arte nell'Italia del Risorgimento, Napoli, Guida Editore 2007, mi riportava a quegli anni e a quel lungo cammino della luce. Tra la molte lettere, che "narrano" con rigore documentario gli eventi decisivi di quelle due splendide vite, in cui attorno si articolò la cultura, l'arte e la politica a Milano in una prospettiva europea, in una, scritta da Carlo Tenca alla contessa Maffei il 22 ottobre 1882, si legge " Fra una ventina di giorni saremo di nuovo uniti…intanto si allestisce la casa e si procede ai conforti invernali…questa sarà tra poco abbellita da una novità veramente lussuosa, e, per poco tempo almeno, sarà la più splendida delle abitazioni milanesi. Saprai che qui in Milano s'è costituita una società, che si propone di illuminare anche le case private, anzi queste soprattutto, con la luce elettrica. Questa società ha comperato il teatro di Santa Radegonda e vi sta piantando le sue officine. Il perito tecnico che dirige i lavori, è il prof. Colombo, appunto adesso stato a quest'uopo spedito in America per impratichirsi di ciò che ivi ha fatto e va facendo l'Edison. Tornato, s'è già posto all'opera, e, appena giungeranno dall'America le macchine e gli ordigni attesi, s'illuminerà a guisa d'esperimento, una prima casa, la quale naturalmente sarà questa degli Andegari dove abita il Colombo stesso. Ecco un lusso, al quale non m'aspettavo, almeno così tosto."
E' trascorso più di un secolo da quella lettera di Carlo Tenca alla sua amata e dolcissima contessa Maffei, e da quelle "macchine e ordigni attesi," che una sera nel centro di Milano avrebbero dato luce a stanze a loro molto care. Si annunciava un "mondo nuovo" in cui, oltre ai sentimenti, alla storia, agli ideali, alla letteratura, all'arte, nuova protagonista era la Luce. Quella stessa luce raccontata con garbo nelle pagine di questi due piccoli libri, che, "splendida", d'allora s'accende e si trasforma: luce sempre al servizio di tutti noi, per cui ancor più preziosa nell'evolversi delle sua forma e della sua tecnologia.
 
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