Il Signore della luce
Vittoria Haziel - Aragno Editore, Torino 2008




  di Silvano Oldani

Il Signore della luce, ultimo libro di Vittoria Haziel, scrittrice, regista per la Rai, autrice di testi e sceneggiature per il teatro, è una biografia di Alessandro Cruto, inventore italiano oggi pressoché dimenticato ma che negli anni '80 dell'Ottocento divenne famoso a livello internazionale per la sua invenzione: la lampadina a incandescenza con filamento di carbonio.
Dalle ricerche condotte dall'autrice attraverso i documenti conservati al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano si avvia la storia di Cruto, nato nel 1847 a Piossasco, piccolo paese alle porte di Torino, e morto a Torino nel 1908, autodidatta (studia da solo aritmetica, algebra, chimica, assiste alle lezioni di Fisica sperimentale alla R. Università di Torino o a quelle del professor Galileo Ferraris); un uomo in lotta contro la mancanza di mezzi e gli scetticismi, titolare di un'invenzione che ha cambiato il mondo e che supera quella di Edison nella materia del "filamento", quel "capello di luce" capace di accendere la lampadina - la sua di luce bianca, quella di Edison di luce gialla - di cui l'autrice ci descrive le ricerche, le speranze o le delusioni, intorno alle quali si "consumavano gli occhi e le menti di tanti ricercatori, in più parti del mondo".
Il libro è come un film, in cui è possibile vedere la macchina da presa dell'autrice "stringere" sui due grandi personaggi, Cruto ed Edison, e tanti altri nomi prestigiosi alle loro spalle - dagli inglesi De Molejns e Wright all'americano Staar, fino a Kann, Bouliquine, Fontaine, Maxim, all'italiano Malignani - rimandandoci le loro due storie in parallelo, contemporaneamente inventori, o che si apre sulle diversità, sui punti in comune, dove l'immagine che li circonda è un affresco dell'epoca. Dal libro apprendiamo un'infinità di informazioni: ad esempio che Piossasco, cittadina natale di Cruto, per prima in Italia fu illuminata dalle lampade a incandescenza, ed era il 1883; che la grande americana Westinghouse acquista i diritti per la fabbricazione delle sue lampade negli Stati Uniti e che i mercati internazionali erano tanti per l'azienda torinese costituita nel 1885, con 5.000 lire di capitale sociale e sede ad Alpignano, in seguito passata alla Philips; che vendeva in Francia, Germania, Spagna, Belgio, Inghilterra; leggiamo dai resoconti di cronaca del 1885 D'une visite a l'Esposition d'electricité di Parigi che "Les lampes Edison, Swan, Cruto, font merveilles" e "le lampes electriques Cruto" sono installate "in Place de l'Opéra"; o di quando H. Gòetz, autorità incontestabile del laboratorio di Fisica del Politecnico di Zurigo, dopo "prove del fuoco", scriveva nella sua relazione: "….Provato nella pratica che la durata è altrettanto grande quanto quelle di Edison e Swan…. essa sarebbe da designarsi per un grandissimo progresso nella luce ad incandescenza" .
La lettura di questo avvincente racconto, della storia del suo protagonista, ci rimanda ad altre storie, forse più semplici, di cui molte non lasceranno traccia nei libri, di tanti protagonisti dell'imprenditoria italiana di ieri e di oggi che con il loro talento, la loro inventiva, l'ingegno e il coraggio hanno "inventato" anche loro quel "filamento" giusto, quell'"anima di luce racchiusa nel suo nido di vetro": hanno inventato le loro aziende, costruito i loro prodotti, che attraverso instancabili passioni, tenacia, nel mondo della luce o di tanti altri settori manufatturieri, rappresentano nel mondo con onore il Made in Italy.
 
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